Le foto prima e dopo sono il contenuto che i pazienti cercano di più e, allo stesso tempo, quello che ti mette più a rischio. Tra regole delle piattaforme e deontologia, basta poco per farsi rifiutare un'inserzione o ricevere un richiamo. Vediamo cosa si può fare davvero.
Cosa dicono le piattaforme
Meta, quindi Facebook e Instagram, limita le inserzioni che mostrano il prima e dopo in modo diretto, soprattutto quando enfatizzano un difetto o promettono una trasformazione. Anche gli zoom su parti del corpo e le immagini troppo cliniche vengono penalizzati. Sui contenuti organici c'è più libertà, ma le regole della piattaforma valgono comunque e un profilo segnalato può perdere visibilità.
Cosa dice la deontologia
La pubblicità sanitaria in Italia deve essere trasparente e non ingannevole. Niente promesse di risultato, niente confronti che spingono il paziente a sentirsi inadeguato. Il messaggio deve informare, non vendere facendo leva sull'insicurezza.
Cosa puoi pubblicare
- Prima e dopo nei contenuti organici, con misura e accompagnati dalla spiegazione del percorso.
- Risultati mostrati con tatto, in luce naturale, senza enfasi sul difetto.
- Storie di percorso, dove il prima e dopo è parte di un racconto e non lo slogan.
- Sempre con il consenso del paziente, anche quando il volto è anonimizzato.
Le alternative che funzionano e che passano
- Video del metodo e della tecnica, che spiegano come lavori.
- Testimonianze del paziente sull'esperienza, non solo sul risultato estetico.
- Contenuti educativi che rispondono alle domande reali delle persone.
- Per le sponsorizzate, creatività che parlano di percorso e sicurezza, senza prima e dopo diretti.
In sintesi
Il prima e dopo resta uno strumento utile, ma va usato con criterio. Noi sappiamo cosa passa, cosa viene bloccato e come ottenere lo stesso effetto senza rischi per il tuo profilo e per il tuo nome.