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Come trovare nuovi pazienti: cosa funziona davvero

Quando un medico ci contatta, la richiesta è quasi sempre la stessa: servono nuovi pazienti. Quello che cambia da studio a studio è da dove conviene farli arrivare. Le fonti sono cinque, hanno tempi molto diversi e quasi nessuno le usa tutte.

1. Chi ti sta già cercando su Google

È la fonte più immediata e la più sottovalutata. Ogni giorno, nel tuo bacino, un certo numero di persone cerca la prestazione che offri. Se la tua scheda locale è incompleta, se le recensioni sono ferme a tre anni fa, se gli orari sono sbagliati, quelle persone finiscono da qualcun altro senza che tu lo sappia mai.

Sistemare la presenza locale non costa quasi nulla e produce effetti in poche settimane. È il primo intervento che facciamo su qualsiasi studio, prima ancora di parlare di campagne.

2. Le campagne a pagamento

Sono l'unica leva che porta richieste in tempi brevi e prevedibili. Meta funziona bene per le prestazioni dove la domanda va creata, Google per quelle dove la domanda esiste già ed è la persona a cercarti.

Il punto critico non è far arrivare i contatti, è farne arrivare di utili. Una campagna impostata male porta decine di richieste da persone fuori bacino o interessate solo al preventivo. Il numero sul report sembra ottimo e in agenda non cambia niente. Per questo misuriamo il costo per visita fissata, non il costo per contatto.

3. I contenuti

Servono a farsi scegliere da chi non ti sta ancora cercando. È la parte lenta del lavoro: nei primi due mesi sembra non succedere nulla, poi iniziano ad arrivare persone che dicono di seguirti da tempo e che arrivano già convinte. Sono i pazienti migliori, perché hanno fatto da soli tutto il percorso di fiducia.

Quello che li genera non sono i post celebrativi dello studio. Sono i contenuti che rispondono alle domande che le persone si fanno davvero e che spiegano cosa succede durante una visita o un intervento.

4. I pazienti che hai già

Nella lista di uno studio avviato ci sono sempre centinaia di persone che non tornano da due o tre anni. Non se ne sono andate, si sono dimenticate. Un richiamo fatto bene su quella lista porta prenotazioni a un costo che nessuna campagna può avvicinare.

È la leva con il ritorno più alto in assoluto ed è anche quella che quasi nessuno attiva, perché non sembra marketing.

5. Il passaparola, ma organizzato

Il passaparola esiste già nel tuo studio, semplicemente non è governato. Chiedere una recensione nel momento giusto, dare al paziente soddisfatto qualcosa da mostrare, tenere i rapporti con i colleghi che inviano: sono attività semplici che moltiplicano un flusso che stai già producendo gratis.

Gli errori che fanno perdere budget

  • Partire dalle campagne quando la presenza online di base non è sistemata. Si paga per portare persone verso un profilo che non convince.
  • Cambiare strategia ogni due mesi. Nel sanitario i tempi di decisione sono lunghi, e chi si ferma prima paga solo la parte iniziale del lavoro senza incassarne il risultato.
  • Comunicare tutte le prestazioni insieme. Concentrarsi su due o tre porta più risultati che presentare l'elenco completo.
  • Non contare cosa arriva. Senza sapere quante richieste diventano visite non si può decidere nulla, e ogni valutazione diventa una sensazione.

Quante ne servono per riempire un'agenda

Un esempio reale tra quelli che pubblichiamo: per una ginecologa a Roma, una campagna di lead generation ha prodotto 1.134 contatti in un mese a 1,57 euro l'uno. Sono numeri di un caso specifico, con un bacino e una prestazione precisi, e non sono trasferibili così come sono. Servono a dare l'ordine di grandezza di cosa succede quando la macchina è impostata bene. Gli altri casi sono nella pagina lavori.

Da dove partire

Dalla fonte più veloce da sistemare, che per quasi tutti è la presenza su Google, e in parallelo dalla lista dei pazienti già acquisiti. Le campagne si attivano subito dopo, quando ciò che il paziente trova quando ti cerca è all'altezza. Il quadro completo è nella guida al marketing sanitario.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso.

Dalle campagne a pagamento le prime richieste arrivano in due o tre settimane. Dai contenuti e dalla presenza su Google i risultati si costruiscono nell'arco di sei o dodici mesi, e sono quelli che restano quando smetti di investire.
Servono insieme e in proporzione diversa a seconda del punto di partenza. Chi ha bisogno di riempire l'agenda adesso parte dalle campagne, chi ha già lavoro ma vuole cambiare tipo di paziente parte dai contenuti.
Dipende dal bacino, dalla prestazione e dal budget. Un numero promesso prima di aver visto i dati dello studio è un numero inventato. Si parte da una stima costruita sul costo per contatto del settore e si corregge con i dati reali dopo il primo mese.
Funziona più lentamente. Senza budget restano la presenza su Google, i contenuti e il lavoro sui pazienti già acquisiti, che sono tre leve concrete ma con tempi lunghi.

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